Apertura di uno studio: vademecum a prova di …Massoterapista

Una delle domande che maggiormente mi vengono chieste nella posta segreteria@anam.it   è la procedura per l’apertura di uno studio (gabinetto massoterapico). Con molta semplicità vado a spiegare che l’apertura prevede una procedura che ha due strade parallele, ed esattamente una prima via che richiede una autorizzazione da parte del comune che deve rilasciare la DIA ( denuncia inizio attività ) oggi cambiata con la SCIA (segnalazione certificata di inizio attività).

Qui viene fatta la richiesta  che deve essere correlata da una serie di documenti ( generalmente preparati a cura di uno studio tecnico) che relazioni circa lo stato dell’ immobile, le metrature dei locali, e le certificazioni degli impianti elettrici ed idraulici, compresi gli accessori ( servizi igienici, impianti idro termo sanitari ecc).

Il comune avrà tempo 60 giorni per effettuare una verifica degli ambienti e della veridicità della documentazione presentata, entro cui, se non viene fatta questa ispezione, varrà il tacito consenso, quindi si da per accettata la richiesta, a cui seguirà la comunicazione da parte del comune dell’accettazione della domanda fatta.

La seconda via invece è quella sanitaria: questa strada generalmente viene già percorsa da parte della pubblica amministrazione a cui è stata presentata la SCIA ( il comune in cui è stato aperto il gabinetto massoterapico). In questa parte l’ ente di sanità (ASL; ATS; ecc) potrà anch’esso fare delle verifiche per accettarsi che i locali abbiano i requisiti sanitari ( per altro già illustrati nella documentazione di presentazione della SCIA).

Se l’ attività dell’ MCB, volesse essere di tipo sanitario, ci si può trovare di fronte ad un bivio: medico supervisore SI, o medico supervisore NO?

Per intenderci il medico supervisore è una sorte di direttore sanitario, che dovrebbe sovraintendere al lavoro dell’ MCB. Ricordo che la nostra figura lavora in autonomia, ma sempre sotto una indicazione sanitaria. Alcune ASL fanno loro il regolamento che sancisce che l’ MCB, può lavorare come operatore sanitario, in presenza del certificato medico rilasciato al paziente dal medico curante. Altre Aziende sanitarie, invece richiedono al MCB la “presenza” di un medico ( medico supervisore) che sovraintenda il lavoro fatto dal MCB. Insomma una specie di Direttore sanitario.

Chi ha ragione? In verità ognuno intende il regolamento a Suo piacimento in mancanza di un regolamento CHIARO  e DEFINITIVO!! Cosa posso suggerire? il mio suggerimento è sempre quello di recarsi presso gli organi di competenza, spiegando bene quali sono le intenzioni e chiedendo loro, le procedure.

Perché questo? per il semplice fatto che voi avrete sempre un confronto con loro, e il fatto di farsi dire  ( e magari scrivere) le loro richieste potranno poi salvarvi da ogni tipo di contestazione, dimostrando che quello che è stato fatto da voi, altro non sono che le loro richieste.