Scorciatoia o strada maestra (legalità)?

E’ la domanda che mi sorge spontanea, dopo che ,in questi giorni sto leggendo sui social alcuni post e dichiarazioni che lasciano basito. Si perchè i social hanno un potere di fare da cassa di risonanza per tutto ciò che viene pubblicato, ma con una sostanziale differenza: le notizie buone riecheggiano poco, riuscendo ad avere un effetto relativo sul comportamento di chi riceve il messaggio, mentre la brutta notizia ha un effetto,talvolta devastante.

Del resto proprio i media lavorano in tal senso: pensiamo ai telegiornali, ai quotidiani, ai settimanali.. pensiamo al gossip, pensiamo alle fake news, se non ci fossero queste, non si venderebbero più giornali e non si ascolterebbe più al televisione. Spesso mi capita di fare la pausa pranzo ed andare in un ristorante vicino. Sistematicamente alle 12,30 i proprietari ( su probabile richiesta dei clienti) cambiano il canale precedentemente impostato su un programma musicale, per mettere sul Tg di una rete privata nazionale: come in un film orror comincia lo show della vita nefasta che ci accompagna tutti i gironi…. Ma non è così!!!!! La vita è fatta anche e soprattutto di cose belle e positive ed è importante focalizzarci su quelle frequenze, è importante capire che non tutto è male, delinquenza e morte, ma la vita è fatta anche di buone azioni, di persone “sane” ed altruiste, di gesti che fanno BENE alla società.

Ieri, leggo un post, che ha conquistato l’attenzione di molti colleghi, messo a dimostrazione della bravura professionale dell’autore, che dopo aver dato una notizia positiva, incita ad una azione negativa di rivalsa su un presunto torto ricevuto. Dal mio punto di vista, la notizia negativa ha annullato quella positiva, cioè di una “conquista” avuta dagli MCB sull’ utilizzo degli elettromedicali. Per altro una conquista relativa in quanto già da anni utilizziamo gli elettromedicali ( TECAR & C.) senza grossi problemi. Però, onore al merito se abbiamo una sentenza in più che ci permette di utilizzarli. Che bisogno c’è, dico io di voler fare guerra a coloro che fino a ieri dicevano di non utilizzarla? Promuovere una causa? Andare in giudizio? Vivere con il dente avvelenato? Forse chi propone questo, ha qualche interesse  personale per portare i colleghi ad avviare una pratica legale?  Io penso che possiamo essere contenti per aver zittito chi per anni sosteneva il contrario, e magari ,oltre che festeggiare per questo, pensare alla propria attività ancora più in grande!!!

Sempre per le fake news, leggo nel post che viene pubblicata il modulo per il consenso informato, questo grande fardello che pesa su ognuno di noi, per il trattamento dei dati personali. Mi limito a ricordare che oggi non basta più il modulo che utilizzavamo noi tutti, ma la legge prevede ben altro. Dirò di più: volete il vecchio modello sulla privacy? Non occorre che ve lo mandi il Messia dal cielo, andate su Internet digitate legge 196/2003 e lo trovate. Ma scorrete il vostro motore di ricerca e vedrete che il risultato maggiore avrà a fianco della legge la parola “abrogata”. Vi dice niente?? Certo è una scorciatoia che uno può percorrere, ma deve sapere che nel caso di controlli l’ ammenda è dietro l’angolo. Oppure, seguendo la strada maestra, uno prende un professionista del settore per per la modica cifra di 500/600 € si fa istituire la pratica  che è TOTALMENTE PERSONALE.

A.Na.M. per scelta, in accordo con i professionisti ha deciso di prendere la strada maestra, riuscendo ad abbattere del 50% il costo, ovviamente non obbligando nessuno a perseguire questa strada, ma nella convinzione che in caso di controllo da parte degli enti preposti, il professionista sarà a posto. Ad ognuno la scelta : scorciatoia o legalità? ( per inciso A.Na.M. non ha nessun interesse di qualsiasi natura con i professionisti che istruiscono la pratica, ma lo rende come servizio ai propri associati).

Ed a proposito di scorciatoia o legalità, continuiamo a leggere di “scuole”,( si, virgolettata perchè per avere l’appellativo di scuola occorre avere una sede didattica, un direttore, un certo numero di segretarie ed un sacco di adempimenti legali e burocratici che giustifichino l’appellativo), che promettono corsi ridotti per la figura del massoterapista, con corsi di 600 ore o di 1000 ore. Non è una battaglia personale contro chi vuole formare massaggiatori, ma è una battaglia di categoria per chi non ha i titoli ed i requisiti per dare il titolo di “terapista”. Il massoterapista, ricordo è la persona che ha ottenuto un titolo riconosciuto da una Ente statale, a seguito di un percorso di studi riconosciuto dall’ Ente statale stesso, che è in grado di trattare persone che hanno patologie, sempre sotto prescrizione medica. ( per quanto ci riguarda).

Ora, proporre questa figura millantando questo titolo “riconosciuto” ( ma da chi?? da Associazioni ed ENTI PRIVATI, enti cioè riconosciuti dallo Stato, ma che NON rappresentano lo Stato!!!) è scorretto, fuorviante ed ingannevole, ed è per questo che ancora una volta noi faremo la nostra parte, chiedendo all’ Autority garante del commercio e della pubblicità, di intervenire nei confronti di chi millanta tali titoli. Poi sarà il singolo a decidere cosa vuole fare della propria vita: percorrere una scorciatoia per avere un titolo che NON LO ABILITA PROFESSIONALMENTE A FARE IL MASSOTERAPISTA, limitandosi ad entrare nel mondo ( onorevole, intendiamoci) del massaggio olistico, o prendere la strada maestra facendo un percorso di studi che lo qualifichi a pieno titolo per diventare massoterapista frequentando una scuola riconosciuta ed accreditata per la formazione del MCB? Alla fine la questione è sempre quella: scorciatoia o strada maestra (legalità)?