2019: l’anno che verrà…..

Ed eccoci arrivati al fatidico 29 dicembre, una data che per certi versi potrebbe definirsi storica, se non per il fatto che essendo bravi italiani, finita la bufera tutto andrà nel dimenticatoio e rivolti con il naso all’ insù ammireremo l’arcobaleno.

Oltre la data anche un numero potrebbe restare negli annali, il famoso 1.6003, che detto così non sembra avere un significato particolare, ma se preso nel dovuto modo, fa tornare quel clima gelido della bufera che si sta vivendo.

Tra oggi e domani, il maxi emendamento verrà votato alla Camera dei Deputati e con tutta probabilità, (visto che è stata chiesta la fiducia) verrà approvato.

Personalmente faccio fatica a concepire questo bailamme che ancora una volta,  alcune associazioni di fisioterapisti stanno creando, ma secondo loro , detentori della verità assoluta, più che giustificato. Dall’altra parte un’ altra associazione che al contrario, plaude alla manovra nel segno della chiarezza e della trasparenza dell’ ordinamento della fisioterapia. Trovo imbarazzante la posizione dei due protagonisti, perchè figli di uno stesso percorso, si trovano diametralmente opposti su cosa fare.

Certo, se io dovessi parteggiare su una o sull’ altra, sarei molto in difficoltà, ma alla fine, dando seguito anche alle mie dichiarazioni fatte in passato, mi piacerebbe pensare che ognuno possa avere una sua collocazione definitiva, compresi quindi i 18,000 operatori oggi nel limbo.

Ma fortunatamente questa cosa non mi compete ed allora, seduto comodamente in poltrona aspetto gli eventi per poi approntare eventuali mosse.

Ma la cosa più tragicomica è il fatto che si sta parlando di aria fritta. Innanzitutto chiamare abusivi coloro che da più di vent’ anni pratica una professione, dopo che era stata effettuato un percorso di studi lo trovo semplicemente  vergognoso e fuori da ogni logica. Qui, e mi rivolgo agli “illuminati”, stiamo parlando di persone che fecero un percorso ancor prima che voi nasceste… e poi per cosa? per delle competenze che ( è vero) si sovrappongono ma che non necessariamente devo no andare in conflitto.

Ancora una volta, si sta facendo la guerra dei poveri, una guerra che non si sa a cosa e dove porterà, ma sicuramente si vuole  negare il lavoro a 18,000 professionisti. E non diciamo che sono abusivi, perchè volendo di abusivismo anche la categoria dei fisio ne fa, e parecchia, sfociando delle tecniche e nelle pratiche che non li competerebbero, o di cui non hanno una competenza specifica acquisita.

Ovviamente non faccio di tutt’ erba un fascio, conosciamo tutti bravi e preparati professionisti laureati in fisioterapia che lavorano e che spesso fanno squadra con le altre figure professionali, e sinceramente, non hanno tempo e voglia di polemizzare con queste nefandezze, si ripeto nefandezze!!!

Poi ci sono quelli che soffrono della sindrome dell’agenda bianca, e che spesso imputano la causa del  loro status agli altri, e guarda caso sono nella Associazione più “guerrigliera” della categoria, quella più conservatrice ed integralista. Ecco questi sono i soggetti che hanno paura di altre categorie, ma attenzione, questi saranno i soggetti che una volta chiusa questa storia, cominceranno a prendersela con i colleghi stessi, perchè non avranno più nessuno con cui prendersela, ed allora ecco che assisteremo alla azione cannibalistica della categoria.

Intanto mi sovviene anche questa riflessione che voglio rivolgere ai colleghi massofisioterapisti: ma perchè, invece di voler entrare a tutti i costi in questo mega super albo, pagando ogni anno la tassa di iscrizione e che in realtà non vi porta a  nulla di nuovo – o quasi –  alla vostra professione, non vi fate un percorso di integrazione formativa e rientrate nelle arti ausiliarie? In fin dei conti ,se ci pensaste bene, godreste di tutte le peculiarità che questa vecchia figura mai andata in pensione, vi può offrire, oltre che nuovi sbocchi lavorativi…. e sicuramente parlereste la nostra stessa lingua!!!

Per fortuna queste considerazioni le facciamo da esterni ( al momento) perchè ahimè, la fame di guerra e di conquista non si calmerà ed allora torneremo ad essere al centro delle loro attenzioni,  ed è proprio qui che dovremo essere uniti per far sentire la nostra voce, ed è proprio per questo che, seduto sul mio divano, come nel gioco del Risiko, comincio a mettere le pedine al proprio posto.

Intanto godiamoci questo scorcio di fine 2018, attendendo … l’ anno che verrà.

 

Mt. Stefano Loscialpo