Prima chiedo, poi forse . . .

Premetto che non voglio far polemica, ma mi limito a descrivere la realtà. Mi sembra che il titolo descriva bene il pensiero di molti colleghi. E’ molto facile cercare la mail, indirizzi o numeri di telefono e chiedere notizie riguardo al nostra figura, stando comodamente seduti alla propria scrivania. D’altra parte lo sviluppo degli ultimi decenni ha permesso questo. Tutta questa facilità di accessi però sembra poi tramutarsi in tutto dovuto.

Una vecchia pubblicità diceva prevenire è meglio che curare. Mai slogan fu più azzeccato di questo. Signori diciamolo chiaramente, siamo terapisti, aiutiamo le persone a stare meglio e sopratutto lavoriamo sulla prevenzione indirizzando i nostri pazienti/clienti verso la giusta via, ma posto questo come assoluto, predichiamo bene e razzoliamo male!!!

In una società ogni persona ha il proprio ruolo, e lo stesso vale all’interno di un’associazione. Parlo da iscritto e collega prima che da presidente, ma così proprio non va. Giornalmente ricevo mail che mi chiedono sos di aiuto, consigli, leggi, documenti.. ma tutto questo a giochi già fatti! Cosa intendo? Che prima aspettiamo che succeda qualcosa, poi ci mettiamo al riparo. Ats che diniegano, Nas che controllano, Assicurazioni e Caf che non rimborsano, Uffici comunali che rispondono picche, e poi piangiamo.

Questa è la quotidianità ragazzi. E sapete perché? Semplicemente non ci conoscono. Chi dovrebbe decidere se possiamo lavorare o meno, chi ci dovrebbe dire come fare ad aprire uno studio, o se possiamo lavorare in ambulatori o altro, non ci conosce!!! L’ultimo caso, i Nas che ci chiedono documenti riguardante la figura dell’Mcb per capire se possiamo lavorare ( dovrebbero saperlo loro!!!), oppure un Ats che ci chiede se altre Ats in Italia ci hanno dato disponibilità all’apertura di studi professionali. Rasentiamo l’assurdo.

Viviamo in questo caos burocratico, dove vale tutto o niente allo stesso tempo. Districarsi in questa situazione non è facile. Immaginate se il sig. Rossi, Mcb da qualche giorno, si presenta all’ufficio comunale per apertura gabinetto massoterapico. Molti di voi saranno stati fortunati , non lo so, ma nella quotidianità il sig. Rossi inizia una tiritera di rinvii, carte, documenti e il tutto a volte per niente e senza riuscire nell’intento. Con che spese poi? L’iscrizione ad Anam costa 80€, e si hanno una serie di servizi che valgono molto di più della spesa, fidatevi! Si risparmia tempo, si fanno i passi giusti, si è seguiti, e sopratutto si entra a far parte di un gruppo che risponde sempre e velocemente!

L’associazione non lavora solamente quando interpellata e non serve solo all’apertura del proprio studio. Giovedì per esempio ho un incontro per tutta la categoria per risolvere alcuni problemi burocratici. Lavoriamo giornalmente per stipulare convenzioni e per migliorare la condizione lavorativa di tutti gli Mcb. Ma per fare questo servono i numeri, servono iscritti, che sono la forza di un’associazione. Poi leggi alcune richieste di colleghi Mcb su alcuni gruppi di Facebook che parlano del mondo dei massaggi, che se ne escono con la fatidica domanda, “ma la posso usare la Tecar? Elettromedicale si o no? a batteria? depotenziata? ma su prescrizione medica posso rilasciare ricevuta sanitaria?” E iniziano una serie di commenti basati sul sentito dire, sull’interpretazione dell’amico farmacista che gli ha detto il medico che ha parlato con l’avvocato che l’Mcb lavora in spiaggia. Per piacere ragazzi, non così! Non autodistruggiamoci!

Signori, iniziamo a fare gruppo! Diventiamo professionisti! Vogliamo un’identità? Iniziamo a fare ognuno il nostro, iniziamo ad unirci tutti iscrivendoci ad un’associazione ( ce ne sono 3), parliamo con colleghi, chiediamo a chi di dovere. Ci sono le associazioni che vi rappresentano, nelle quali collaborano professionisti del settore che sapranno darvi risposta e sopratutto vi risolvono molti problemi con 80€! Invece di perdere tempo in ricerche, su Facebook, a leggere sentenze, a correre per uffici con carte, investiamo questi 80€ e facciamo forte la nostra professione.

Buon lavoro.

Mirko Allegrini