LOSCIALPO (A.Na.M.) CONTRO DIABASI: ARCHIVIAZIONE DEFINITIVA. NESSUNA DIFFAMAZIONE PER L’ARTICOLO DI PUBBLICITÀ INGANNEVOLE

COMUNICATO STAMPA

L’articolo pubblicato su questo sito Internet in data 02.04.2018 nel quale si associava, come espone il G.I.P. nel suo provvedimento del 27.2.19/1.3.19, la società Diabasi s.r.l. “ad espressioni tipo “pubblicità ingannevole”, “scuola”, “mal costume, prestazioni di tipo sanitario nelle case di ignari pazienti” non integra alcun reato e tanto meno quello il delitto di diffamazione di cui all’art.595 c.p.

La denuncia per diffamazione a mezzo stampa sporta in data 30 maggio 2018 da Duilio La Tegola, legale rappresentante di Diabasi s.r.l nei confronti di Stefano Loscialpo, quale Presidente di A.Na.M. è stata definitivamente archiviata dal Tribunale di Brescia con ordinanza del 13-14 giugno 2019 perché ritenuta inammissibile , con condanna di Diabasi srl al pagamento delle spese di giustizia.

Come già ritenuto dal P.M. in data 15.11.2018 l’articolo costituisce una lecita estrinsecazione della libertà di manifestazione del pensiero del presidente in quanto rappresentate di associazione di categoria, che non supera il limite della corretta critica rivolta, anche attraverso l’uso di termini aspri, all’operato di Diabasi s.r.l.

Quindi quanto segnalato in quell’articolo rappresenta, come affermato dal P.M. un legittimo “giudizio negativo, ancorchè pungente, sull’utilizzo improprio del termine “terapia” da parte della società Diabasi  srl per pubblicizzare sul proprio sito internet un esame europeo di “Massage Therapist”.

Nel suo provvedimento del  27 febbraio 2019 depositato in Cancelleria il 1 marzo 2019, il Giudice delle Indagini Preliminari (G.I.P.) dopo aver condiviso la valutazione svolta in merito all’articolo da parte del P.M. afferma che “l’articolo in questione costituisce una lecita estrinsecazione della libertà di manifestazione del pensiero e del diritto di critica da parte dell’associazione di categoria dei massoterapisti” in quanto svolta in “presenza di una corretta e veritiera riproduzione della realtà fattuale”.

Gabinetto massoterapico o Ambulatorio? Ecco come districarsi….

Ho trovato un articolo molto interessante che può aiutare tutti i colleghi che hanno i mille dubbi nel momento in cui vogliono aprire un gabinetto massoterapico. L’articolo, che fa anche riferimenti di legge, spiega le differenze tra le due realtà, mettendo anche in guardia i professionisti su quelle che possono essere le prestazioni erogate, necessarie anch’esse per definire se l’attività proposta può essere identificata del gabinetto massoterapico piuttosto che in un ambulatorio.

STUDIO MEDICO

“L’attività medico sanitaria esercitata nei gabinetti o studi medici non può essere effettuata presso strutture aventi finalità commerciali o comunque da società commerciali. L’art.2229 del Codice Civile e la legge 1815/1939, art.1 e 2, oltre a prevedere la necessaria iscrizione in appositi albi, sanciscono il carattere rigorosamente personale delle prestazioni professionali e distinguono il professionista dall’imprenditore. 

E’ vietato che un’impresa commerciale possa svolgere un’attività professionale protetta anche sotto forma di ditta individuale, il cui titolare non si identifichi con un professionista abilitato, munito dei requisiti di legge- Laurea, Abilitazione, iscrizione all’Ordine Professionale-. 

Infatti l’art. 2 della Legge n.1815/1939 prevede che è ” vietato costituire , esercitare,o dirigere sotto qualsiasi forma diversa da quella di cui al precedente articolo, società,istituti,……..i quali abbiano lo scopo di dare, anche gratuitamente ………….prestazioni di assistenza o consulenza in materia tecnica, legale……..” .Tale articolo risulta abrogato dalla legge 266/97 (riforma Bersani), ma mancando i decreti attuativi permane il divieto di cui sopra. 

La Corte di Cassazione,Sez.III, Sent. N.10043 del 06/07/1995, precisa che tra ambulatorio e studio medico corre la stessa differenza che corre tra l’esercizio di una impresa ai sensi degli artt. 2082 e 2555 c.c. e l’esercizio di una professione intellettuale ai sensi dell’art. 2229 c.c., secondo la interpretazione corrente che ne da’ la dottrina civilista. 

Pertanto lo studio professionale o gabinetto medico è una struttura privata, non aperta al pubblico, sovente coincidente con la privata abitazione ove il Sanitario eroga la prestazione professionale senza intermediazione. (cfr sentenza Cass. Civ.n.7738/1993 – ). 

Percio’, il carattere personalissimo della prestazione sanitaria resa nei gabinetti medici o studi medici, viene meno dove vi è interposizione di un’impresa commerciale tra il professionista ( il medico) ed il cliente.Deve sempre essere prevista la separazione dei locali dove si svolge attività sanitaria da quelli dove l’attività è commerciale o addirittura di altro tipo. (autoscuole – laboratori odontotecnici – centri estetici) . 

AMBULATORIO

Tutte le Norme che autorizzano l’apertura e l’esercizio di attività medica in strutture sanitarie di tipo ambulatoriali, trovano fondamento nell’articolo 193 del Testo Unico Leggi Sanitarie(TULLS) (R.D.1265/1934) tuttora vigente. In origine tale articolo prevedeva al primo comma, una speciale autorizzazione del Prefetto. Il DPR N. 854 del 10/06/1955 all’art. 23 ha espressamente stabilito, al primo comma, l’attribuzione al Sindaco del Potere di concedere l’autorizzazione all’apertura degli ambulatori (sostituendo l’ autorizzazione prefettizia). 

La legge di riforma sanitaria 833/78 all’art. 13 (non abrogato) ha permesso l’attribuzione ai Comuni delle funzioni amministrative, in materia sanitaria, non espressamente riservate allo Stato ed alle Regioni concedendo alla figura del Sindaco la qualifica di Autorità Sanitaria Locale. La stessa 833/78 all’art. 43 prevede al comma 1 che:” la legge regionale disciplina l’autorizzazione e la vigilanza sulle istituzioni sanitarie di carattere privato——-“. 

In ultimo il D.lgs 229/99, altrimenti conosciuto come riforma ter ( Riforma Bindi), all’art. 8 ter dispone che le Regioni determinano le modalità ed i termini per la richiesta e l’eventuale rilascio dell’autorizzazione alla realizzazione di strutture sanitarie riprendendo quanto già previsto dalla 833/78. 

Si sottolinea che tale D.lgs 229/99, al comma 2 dell’art. 8 – ter prevede che :” l’autorizzazione all’esercizio di attività sanitarie è , altresì, richiesta , per gli studi odontoiatrici, medici e di altre professioni sanitarie, ove attrezzati per erogare prestazioni di chirurgia ambulatoriale..”La Corte di Cassazione Sez. I . con sent. Civile n.256 del 14/01/1998, definisce gli ambulatori di cui all’art.193 TULLS come “aziende ambulatoriali”, sottolineando la valenza imprenditoriale di tali Presidi. 

La legge 412/1991 , all’art.4 comma 2, prevede espressamente la possibilità di convenzioni con istituzioni sanitarie private poliambulatoriali gestite da società purché autorizzate ed in possesso di un Direttore Tecnico o Sanitario:”….Le convenzioni possono essere stipulate anche con istituzioni sanitarie private gestite da persone fisiche e da società che erogano prestazioni poliambulatoriali, di laboratorio generale e specialistico in materia di analisi chimico-cliniche, di diagnostica per immagini, di medicina fisica e riabilitazione,di terapia radiante ambulatoriale, di medicina nucleare in vivo e in vitro.Pertanto sotto il profilo della legislazione sanitaria, gli ambulatori autorizzati ai sensi dell’art. 193 TULLS, anche se gestiti da società purché diretti da un Direttore Tecnico o Sanitario, possono effettuare prestazioni mediche o odontoiatriche. 

DIFFERENZA TRA STUDIO O GABINETTO MEDICO E AMBULATORIO MEDICO

1. Il regime autorizzatorio 
La vigente normativa discende 
dal Testo Unico delle Leggi 
Sanitarie del 1934 (art. 193 – art. 194),
 dalla Legge n. 833/1978 (art. 43), dall’ ‘
 art. 8 ter L. 229/99 e dalle legislazioni
 regionali. Non sono soggetti all’autorizzazione 
sanitaria di legge:
 1- Il Gabinetto medico o studio professionale
del singolo medico;
 2- Lo studio professionale di più medici od odontoiatri ciascuno dei quali opera con una propria autonoma organizzazione che: a· non prefigura un contesto organizzativo unitario dell’intera struttura tale da determinare verso l’esterno autonoma rilevanza;

b· non si avvale di una complessità di persone e attrezzature tale da determinare una attività complessiva prevalente rispetto a quella del singolo operatore.
 Per esempio una Medicina di Gruppo in cui gli utenti si iscrivono al singolo componente e non alla struttura “Medicina di Gruppo” è altra cosa dal “Poliambulatorio X” aperto al pubblico e che ha autonoma rilevanza indipendentemente dai Professionisti che vi lavorano. Nel caso dello Studio o Gabinetto Medico, ovviamente, valgono gli obblighi previsti per l’esercizio professionale: a- iscrizione all’Albo b- registrazione 
dell’abilitazione all’esercizio professionale presso il Comune in cui si esercita (art. 100 del T.U. Leggi Sanitarie – R.D. 27.7.1934, n. 1265).

c. Requisiti strutturali edilizi e impiantistici per l’igiene e la sicurezza

Nel caso di studio professionale non soggetto all’autorizzazione, valgono i requisiti fissati dal Regolamento edilizio comunale. a questi si aggiungono i requisiti generali previsti dalle norme regolamentari edilizie (termici e igrometrici, di purezza dell’aria, di illuminazione naturale, acustici), da quelle in materia impiantistica (aerazione meccanica, riscaldamento, distribuzione di acqua potabile e di acqua calda) e dalle norme in materia di igiene del lavoro e di sicurezza. Per il Medico Convenzionato valgono , come già detto, anche i dettami del proprio Contratto. Sono soggetti ad autorizzazione sanitaria i seguenti ambulatori medici: 1- il cui titolare sia persona fisica non medico o persona giuridica; 2-in cui operino più medici od odontoiatri con una organizzazione unitaria della struttura tale da: a- essere prevalente verso l’esterno rispetto a quella del singolo medico. b- ambulatorio medico o odontoiatrico con annesso laboratorio odontotecnico o altra struttura non sanitaria che prefigura la «complessità di struttura» di cui all’art. 193 TULLSS. Relativamente all’ambulatorio odontoiatrico con laboratorio odontotecnico va tuttavia tenuto presente che: – non corre l’obbligo dell’autorizzazione allo studio professionale che si avvale di laboratorio odontotecnico attiguo o altra attività non sanitaria, con propria individualità, configurazione e titolare, qualora le due attività (sanitaria e artigianale o commerciale) siano ospitate in distinte e non direttamente comunicanti unità edilizie (ingressi separati e autonomi, distinti servizi, senza comunicazioni interne); – nei casi di ambulatorio medico o odontoiatrico, nel cui ambito logistico sia compreso un laboratorio odontotecnico o altra attività non sanitaria, che prefigura «complessità della struttura», l’autorizzazione del Sindaco è rilasciata ad un unico soggetto (medico od odontoiatra, altra persona fisica, persona giuridica); 

Il T.A.R. Emilia Romagna, con sentenza n. 290/94, decidendo su un ricorso presentato da un medico avverso l’ordinanza con cui il Sindaco aveva disposto la sospensione dell’attività di uno studio odontoiatrico con laboratorio odontotecnico, in quanto privo di autorizzazione sanitaria, ha affermato il principio secondo cui uno studio odontoiatrico è soggetto all’autorizzazione sanitaria di cui alle vigenti leggi statali e regionali, allorché risulti «complessivamente organizzato»; inoltre la presenza nel presidio sanitario di un laboratorio odontotecnico determina quella «complessità strutturale» da cui discende l’obbligo dell’autorizzazione sanitaria prevista dall’art. 193 TULLS. L’ambulatorio Medico o odontoiatrico soggetto all’obbligo dell’autorizzazione deve disporre di Direttore Tecnico, Medico od Odontoiatra, che ha la responsabilità: 1- organizzativa interna al presidio; 2- dello stato igienico dei locali, delle attrezzature e degli impianti; 3- dell’osservanza di tutte le norme di legge e regolamentari che riguardano l’esercizio del presidio nei vari aspetti presi in considerazione nella presente relazione. Fatti salvi i provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria in materia penale, l’Autorità Amministrativa (il Sindaco, Autorità sanitaria locale) ha il dovere di adottare i seguenti provvedimenti . A – chiusura di un presidio privato attivato senza autorizzazione; B- diffida a realizzare entro un preciso termine di tempo tutto quanto previsto dalle vigenti norme o prescritto nell’atto autorizzativo;(compreso l’abbattimento delle barriere architettoniche) C- chiusura del presidio privato, nel caso di inottemperanza alla diffida di cui sopra, fino a quando non siano state rimosse tutte le cause che hanno portato alla chiusura; Requisiti strutturali edilizi e impiantistici per l’igiene e la sicurezza.L’ambulatorio medico o odontoiatrico che richiede l’autorizzazione sanitaria, deve avere una particolare configurazione in termini di locali ai sensi dell’Allegato 1 alla D.C.R. 616 del 22/02/2000: -una sala per l’esecuzione delle prestazioni, che garantisca il rispetto della privacy dell’utente, in particolare con area separata per spogliarsi; la sala deve essere dotata di lavabo con comandi non manuali. -una sala di attesa, accettazione, attività amministrative, differenziati da quelli di percorso ove ciò sia necessario in relazione alle misure di sicurezza. – servizi igienici, distinti per utenti e per personale; -spazio/locale per la refertazione ove necessario: – spazio/locale per deposito materiale pulito; spazio/locale per materiale sporco; spazio o armadi per deposito materiale d’uso, attrezzature, strumentazioni. 

In conclusione risulta evidente che lo Studio medico privato e/o convenzionato, non essendo vincolato ad autorizzazione non deve soggiacere ai complessi vincoli previsti per l’ambulatorio, tra cui è rilevante l’abbattimento delle barriere architettoniche. 

COSA INTENDE LA LEGISLAZIONE PER “APERTURA AL PUBBLICO” 

Lo Studio medico non è luogo aperto al pubblico al contrario dell’Ambulatorio. 

Si tratta di capire a questo punto che cosa si intende con la dizione “aperto al pubblico.Si ha, in generale, l’obbligo di apertura al pubblico in tutti i casi in cui un esercizio, sanitario o anche non sanitario, è tenuto in base alla normative che lo regola ad offrire il proprio servizio agli utenti in certi orari predeterminati ed è obbligato altresì, fornendo un servizio pubblico o di interesse pubblico, ad erogare il proprio servizio a chiunque lo richieda.In questo senso, tenuto conto della normativa che le disciplina, devono sicuramente considerarsi “aperte al pubblico” tutte le strutture autorizzate di cui all’art. 193 e 194 del TULLS . 

Al contrario lo studio medico del singolo professionista,alla stregua di ogni altro studio professionale è il luogo in cui il soggetto abilitato svolge la sua libera professione: quindi può, a sua assoluta discrezione, ricevere i pazienti negli orari che ritiene più opportuni, e che possono anche variare e, volendo, può anche rifiutare l’erogazione della propria prestazione (con l’ovvio limite dell’omissione di soccorso). 

Quindi sussistendo queste possibilità può affermarsi che lo studio del singolo professionista non è uno spazio aperto al pubblico, e può anche identificarsi con la propria abitazione privata. 

Tutto questo contrasta con l’utilizzo di apparecchiature come quelle Laser che inducono all’applicazione di norme specifiche . 

In altri termini, come può conciliarsi la destinazione di locali ad esclusivo uso di attrezzature Laser e con segnaletica regolata da norme specifiche di cui al D.Lvo 493 /1996 ed alle norme CEI 76-2, col fatto che quegli stessi locali non sono aperti al pubblico e non sono soggetti a nessuna forma di vigilanza da parte dello Stato?. 

Infatti lo studio Medico privato oltre non soggiacere a nessuna forma autorizzativa, non è soggetto a nessun requisito strutturale. 

Potrebbe mancare per esempio la sala di attesa oppure mancare l’arredo. 

(naturalmente lo studio medico privato del medico convenzionato deve avere i requisiti strutturali previsti dalla Convenzione : art. 36 commi 2-3-.4 ) 

Ma, come valutare la complessità strutturale o delle attrezzature? 

La risposta non può essere né di tipo quantitativo né di tipo qualitativo perché mancherebbero dei parametri obiettivi. Un apparecchio per esami doppler, un apparecchio per ecografie o per elettrocardiogrammi determina la complessità della struttura? 

E il numero delle stanze dello Studio può determinarne la complessità? 

Come si rileva da quanto sopra esposto se l’attrezzatura utilizzata richiede autonomamente particolari accorgimenti strutturali, quali segnaletica, locali a destinazione d’uso esclusivo, utilizzo di Dispositivi di Protezione Individuali (occhialini scuri per il Laser), superfici non riflettenti, sistema di blocco in caso di utilizzo accidentale, allora la struttura che ospita l’attrezzatura assume le caratteristiche di complessità tale da richiedere la speciale autorizzazione di cui all’art. 193 TULLS. 

Se così non fosse, ogni struttura che non possedesse i requisiti minimi previsti dalla normativa vigente , potrebbe autoclassificarsi studio medico e non soggiacere ad alcuna autorizzazione e di conseguenza alla vigilanza prevista da parte dello Stato. “

L’articolo ha come fonte l’Ordine dei medici chirurgici della provincia di Venezia ed a firma della Dott.ssa Ivana Garione, a cui va il mio personale ringraziamento.

Massaggio terapeutico: non affidarti ai “soliti ignoti” ma vai dai massoterapisti MCB.

Oggi più che mai, il massaggio è diventato importante per supportare i ritmi della quotidianità e lo stress che ci pervade. Ed ecco perchè il massaggio è anche diventato un grande business a cui tanti si approcciano nella visione e nella speranza di un lavoro ed un futuro migliore.

Ma il grande business viene effettuato dalle migliaia di “scuole” ( e non me ne vogliano per la virgolettata, ma essere scuola comporta dei requisiti ben precisi che molti non hanno) che vendono corsi di massaggio nelle tecniche più disparate e con un non ben definito numero di ore, rilasciando i titoli riconosciuti dalla legge 4/2013 che permette al possessore dell ‘attestato di poter esercitar e il massaggio. E fin qui nulla di male.

Quello che spesso non viene però detto al candidato è il limite dell’ operatività del proprio sapere, dando per assodato che tutto sia lecito. Mi spiego: il massaggio “olistico” prevede una branca del massaggio che va a lavorare nella sfera del benessere. Ciò significa che il massaggio ha uno scopo puramente rilassante e/o energetico, e/o detensivo ( e non utilizzo apposta il termine decontratturante) che possa essere di aiuto alla persona che può aver bisogno di rilassarsi, ma che è in perfetto stato di salute.

Tutto è legittimo, così come lo è questo tipo di massaggio, ma purtroppo troppo spesso capita che il massaggiatore olistico , ( a volte per non conoscenza della materia, e a volte per vezzo personale), rischi di invadere un campo di cui non ha la conoscenza, la preparazione e l’esperienza: parliamo del massaggio terapeutico, conosciuto come massoterapia. Tale arte ( la massoterapia appunto) prevede una conoscenza approfondita dell’anatomia e della fisiologia dell’apparato muscolo-scheletrico e articolare, che non si acquisisce con un pugno di ore di corso. Il massoterapista ( MCB, Mft) ha una preparazione minima di due anni di scuola con almeno 1200 ore sull’argomento implementato da ulteriori corsi di specializzazione su ulteriori tecniche atte a risolvere problematiche su persone con problemi muscolari.

Prendiamo ad esempio di un “semplice” ( virgolettato appositamente), massaggio decontratturante.

“Definizione di contrattura muscolare:

Contrattura muscolare: contrazione involontaria, insistente e dolorosa di uno o più muscoli scheletrici. Il muscolo coinvolto si presenta rigido e l’ipertonia delle fibre muscolari è apprezzabile al tatto.

Cause

La contrattura è di per sé un atto difensivo che insorge quando il tessuto muscolare viene sollecitato oltre il suo limite di sopportazione fisiologico. L’eccessivo carico innesca un meccanismo di difesa che porta il muscolo a contrarsi.Le cause predisponenti possono essere di natura meccanica e/o metabolica ma non sono state ancora definite con chiarezza. Ciò che si sa è che sono in qualche modo correlate ai seguenti fattori:

  • mancanza di riscaldamento e preparazione
  • preparazione fisica non idonea
  • sollecitazioni eccessive, movimenti bruschi e violenti
  • problemi articolari, squilibri posturali o muscolari, mancanza di coordinazione

La contrattura è la meno grave tra le lesioni muscolari acute poiché non causa alcuna lesione anatomica alle fibre. Ciò che si verifica è semplicemente un aumento involontario e permanente del loro tono.
Tratto www.my-personaltrainer.it che ringrazio.”

Anche, se come suggeriscono gli amici del sito, è la meno grave delle lesioni muscolari acute, stiamo parlando di uno stato di sofferenza del muscolo, quindi, volendo amplificare la cosa, di uno stato di patologia, e quindi di “malattia” e quindi, di persona non sana!!!

Il massoterapista, non si limita ad effettuare delle manovre per andare a “sciogliere” la contrattura, ma cerca di di indagare per capire quale è la causa della contrattura stessa, per adottare le tecniche e le manovre più adatte, o preferire l’ utilizzo di apparecchiature elettromedicali, o tecniche di bendaggio, ovviamente seguendo le indicazioni sulla ricetta del medico curante.

Potrei qui fare altri numerosi esempi, su come l’ essere terapista non è una cosa che si impara in pochi week end. Ovviamente ,ognuno nelle sue branche, parlo di Mft, di fisioterapisti, di osteopati, di terapisti della riabilitazione…. Sono finiti i tempi dei massaggiatori fai da te, degli “aggiustaossa”, sono finiti i tempi dei “nervi accavallati” o dei “cordoni fuori posto”!!!! Il MCB e le altre figure delle professioni sanitarie in ambito riabilitativo, parlano la stessa lingua, gli altri NO!!

Quello che ho fatto è solo uno dei tanti esempi che vorrei portare all’attenzione di ignari fruitori di massaggio, perchè essi stessi possano affidarsi ai professionisti giusti che li sappiano consigliare e guidare alla risoluzione del problema. Questo messaggio dovrebbe diventare virale, perchè si sta parlando di salute pubblica e non di massaggio del benessere. Sia chiaro che non voglio demonizzare tutta la branca del benessere il quale, al contrario, riconoscendone l’ importanza e la sua utilità, dovrebbe e potrebbe avere un punto di convergenza proprio con la parte sanitaria, soprattutto per quegli operatori che vorrebbero ampliare la loro formazione, e per coloro che abitualmente utilizzano il massaggio per star bene.

Quando il vostro corpo di dice che avete qualche cosa che non va, (cervicalgia, lombalgia, sciatalgia, gonalgia, epicondilite, epitrocleite, discopatia, contrattura muscolare, stiramento muscolare, dolori muscolari localizzati – solo per fare qualche esempio -), consultate il medico e sicuramente saprà indirizzarvi al professionista più specifico per il vostro problema.

Mt. Stefano Loscialpo

Spirulina, il miracolo della natura a disposizione di tutti

La Spirulina, un alga dai molteplici effetti benefici per il nostro organismo, sia per le sue qualità nutritive, che come antinfiammatorio e per il rafforzamento del sistema immunitario.

Nell’ articolo che potete trovare in allegato in PDF, tratto dalla rivista nostra partner, Pianeta Medicina e salute, scoprirete un nuovo modo di assunzione della famosa alga, utile in ogni campo, anche quello sportivo e riabilitativo.

Buona lettura a tutti.

file:///C:/Users/Utente/Downloads/Articolo%20Spirulina%20integrata.pdf

Dalla segreteria A.Na.M. , per i nuovi membri

Buongiorno a tutti, e benvenuti sul nostro nuovo sito.

Per prima cosa volevo ringraziare chi si è già iscritto e chi intenderà farlo nei prossimi giorni. Abbiamo già parlato dell’importanza dell’associazionismo anche in altre sedi, e lo ribadiamo ad alta voce anche qui. Anche se non sembra diverse persone stanno lavorando per il bene di tutta la categoria, e in special modo tutelando gli associati, cercando di risolvere i quotidiani problemi che si presentano.

A breve nell’area riservata verranno pubblicati articoli ed informazioni importanti per il nostro lavoro, e per tenerci sempre più aggiornati riguardo al mondo Mcb.

A tal proposito volevo rendervi noto che in molti mi stanno chiedendo l’autorizzazione per entrare nell’area riservata, solamente iscrivendosi tramite il login. Ricordo che l’approvazione sarà data esclusivamente a chi sarà iscritto come socio. Pertanto vi chiedo di completare la registrazione per interno inviando quanto richiesto per diventare a tutti gli effetti socio Anam 2019!

Ricordo inoltre che per qualsiasi cosa potete contattarci tramite mail segreteria@anam.it

In molti ci stanno scrivendo per quanto riguarda la situazione Mcb, Mft, Albi e leggi, l’avvocato Betteghella ha già detto la sua a riguardo.

Al momento per l’Mcb non cambia assolutamente niente! Il nostro ufficio legale è sempre sull’attenti e pronto ad ogni cambiamento. Qualora ci fossero delle novità saremo i primi a darvene conto e a istruirvi su cosa fare. Per ora godiamoci questo 2019, e che sia ricco di soddisfazioni.

La segreteria.

A.Na.M. 2019: un anno scoppiettante. Ecco perchè appoggiare l’Associazione Nazionale Massoterapisti

Ed anche il 2018 ci ha lasciato. E’ stato un anno impegnativo e molto costruttivo per A.Na.M. che da febbraio, quando ha visto il cambio del Presidente, ha ripreso linfa e nuova vita.  Nel corso dell’anno, si sono alternati momenti di entusiasmo con momenti in cui ci si chiedeva chi remava contro, ma alla fine, dopo il temporale è sempre tornato il sereno. Il lavoro fatto dall’ Associazione, ha avuto il grande merito di far tornare seduti ad un tavolo le tre sigle rappresentanti gli MCB, Aim, Fimos ed appunto A.Na.M. che con rinnovata serenità hanno intrapreso percorsi insieme o anche se separati dai personalismi che caratterizzano le tre sigle, tutti hanno sempre parlato la stessa lingua, e lo hanno fatto strenuamente a favore della categoria.

Risolto ( si spera) anche l’enigma della sorte degli Mft, ora ci aspetta un 2019 che deve portare ancor più ad una definizione ed una consapevolezza dell’ esistenza  del Massaggiatore Capo Bagnino, da parte di tutti, a partire da noi, colleghi, che vedono in questa sigla -MCB- qualche cosa di vergognoso se non, per alcuni, aberrante. Quella è, e quella deve rimanere, per diversi motivi, primo fra tutti la storicità di un titolo che porta avanti la professione del massaggiatore da quasi un secolo. Anche perchè, ora, dopo questa manovra, gli unici massaggiatore sanitari, restano gli mcb, come figura per le nuove generazioni.

Ma quali sono i programmi di A.Na.M. e perchè un massoterapista deve scegliere proprio la nostra Associazione?

E’ una domanda legittima a cui cercheremo di dare spiegazione. Innanzitutto perchè crediamo fortemente nella nostra categoria e crediamo nella crescita della stessa e quindi ogni azione è portata alla valorizzazione, alla promozione ed alla difesa del professionista. 

A.Na.M. è l’ unica associazione che ha un comitato operativo formato solo ed escusivamente da MCB, un comitato fortemente voluto dal suo Presidente, che democraticamente prende ogni decisione dopo essersi consultato con il comitato stesso. Un comitato voluto dal Consiglio direttivo, voluto da colui che ha fondato A.Na.M. il Prof. Marcello Lofrano, ma che lo stesso ha voluto tenersene fuori dalle decisioni e dal lavoro dell’ Associazione, in quanto non addentro ai lavoro dei professionisti. Quindi l’ unica Associazione fondata dalla scuola, dove la stessa si chiama fuori dalla specificità della professione. Una  eccezione all’ interno del comitato operativo di un membro non MCB ma di importantissima rilevanza, voluta da tutti gli altri membri e dal Consiglio Direttivo: la presenza dell’ Avv. Elena Betteghella, che vogliamo ringraziare per la la disponibilità data.

Abbiamo una segreteria attiva tutti i giorni ed una risposta con tempi medi di 24 – 36 ore per ogni richiesta che ci viene presentata. Da quast’ anno abbiamo fatto un restyling al portale aggiungendo anche l’ area riservata ai soci, in cui saranno messe nei prossimi giorni le normative a disposizione di tutti gli associati e le varie modulistiche.

Abbiamo, come detto un team di otto colleghi che si sono divisi i vari compiti, tra cui, oltre la segreteria, il rapporto con gli enti, la formazione ed il rapporto con le delegazioni regionali che stiamo istituendo, il settore della formazione continua, che spiegheremo dopo, l’ aggiornamento del sito internet e soprattutto il continuo sportello telefonico aperto per tutti i soci.

Parlando di formazione stiamo approntando un programma di formazione ( per intenderci tipo ECM anche se non è richiesta) aperta ai soci ed ai non soci ( ovviamente a condizioni diverse) in cui affronteremo argomenti di aggiornamento che interessano la nostra professione. Tali aggiornamenti li metteremo nel sito nei prossimi giorni ( ci stiamo lavorando per cercare di avere dei relatori titolati) assieme alle date. Occorrerà prenotarsi per poter dare modo anche a noi di organizzarci al meglio. Alla fine della giornata verrà rilasciato un attestato di frequenza alla giornata svolta.

Per quanto riguarda il nostro impegno per la valorizzazione del nostro titolo, porteremo avanti il lavoro cominciato con un’ altra associazione che racchiude i massaggiatori sportivi per il riconoscimento e l’ integrazione della nostra figura in ambito del massaggio sportivo in seno alla Federazione Medici sportivi Italiani, al fine di inserire anche la nostra figura assieme a quella del massofisioterapista.

Inoltre sarà incessante l’ informativa presso tutte le ASL d’ Italia per portare a conoscenza i funzionari delle reali possibilità operative, accompagnate da leggi e regolamenti, dei Massaggiatori e capo bagnini.

Carne al fuoco non manca nemmeno per il 2019 che vogliamo diventi un anno di ulteriore conferma della nostra figura, ma per fare tutto questo abbiamo bisogno di tutti voi, abbiamo bisogno di forze nuove che ci affianchino, abbiamo bisogno di tutti coloro che attivamente partecipano sui social, affinchè diano il loro fattivo contributo e non si limitino a fare solamente polemica gratuita, ma si mettano in gioco, in prima persona, mettendo a disposizione di tutti, il loro sapere. Solamente così diventeremo una grande categoria professionale.

Vi aspettiamo in A.Na.M.

Avv.Elena Betteghella: gli MCB non hanno nessun obbligo rispetto all’ iscrizione all’albo

“FARE CHIAREZZA SULLA FIGURA DEL MCB È UN DOVERE INFORMATIVO VERSO GLI UTENTI FINALI”

E’ quanto ribadisce l’ Avvocato dell’ A.Na.M. Dott.ssa Elena Betteghella, nella lunga intervista che ci ha rilasciato, con la speranza – dice- che tutti gli MCB capiscano che la figura non è stata intaccata dal maxi emendamento.

“Dottoressa , facciamo una volte per tutte chiarezza sulla figura del MCB e sugli adempimenti cui è tenuto”

“Dopo l’approvazione a fine dicembre 2018 dell’art 1 c. 283bis/283septies della Legge di Bilancio 2019 e, prima ancora, con la Legge Lorenzin (L. 3/2018), la figura del Massaggiatore e Capo Bagnino degli stabilimenti idroterapici è stata oggetto di attacchi ingiustificati, indecorosi e privi di fondamento giuridico, da parte di esponenti poco attenti al dettato della Legge.Il MCB è stato negli ultimi giorni addirittura definito come operatore abusivo o, nelle migliori delle ipotesi, come colui che applica i fanghi nelle SPA.

Lo scopo di questo intervento è pertanto quello di dare la legale dignità al profilo professionale del MCB e, per quanto possibile, cercare di fare chiarezza sulla nascita dei nuovi Ordini Sanitari con i relativi albi e sull’istituzione degli elenchi speciali: infatti da subito va fatta una distinzione netta fra albo ed elenco speciale, nati con funzioni e motivi differenti.

Partiamo con ordine e brevemente riassumiamo chi sia il MCB.

La Legge 42/1999 individua originariamente tre gruppi di operatori in ambito sanitario ossia: A) le professioni sanitarie (medici, infermieri, tecnici sanitari della riabilitazione e della prevenzione); B) le arti ausiliarie tra cui oltre agli ottici, agli odontotecnici e la puericultrice, compare il massaggiatore capo bagnino degli stabilimenti idroterapici ed, infine, C) le professioni di interesse sanitario (massofisioterapisti).

Il MCB è stato istituito infatti dal R.D. n. 1334/1928 e riconosciuto dagli artt. 99 e 140 del TU delle Leggi Sanitarie. Quindi questa figura esercita, dopo aver conseguito regolare abilitazione con corsi biennali in scuole riconosciute dalle Regioni, un’arte sanitaria e su prescrizione medica, nell’ambito delle patologie ortopediche a carico dell’apparato osteo-articolare e muscolare, provvede alla cura, prevenzione e recupero funzionale del paziente mediante idroterapia, balneoterapia, elettroterapia e massoterapia. La sua arte può essere esercitata sia come libera professione o come dipendente di strutture convenzionate o di sanità privata.

Le fatture emesse in tali casi sono esenti IVA e possono essere scaricate dal paziente in sede di Dichiarazione dei Redditi. Senza prescrizione medica il MCB può operare come operatore del benessere ed, in questo caso, le fatture emesse non saranno esenti IVA e non potranno essere scaricate dall’utente. Ora ci sarebbe da aprire un’altra parentesi per parlare della fattura elettronica (operativa dal 01/01/19 ma tale argomento ci porterebbe fuori strada dal discorso in essere).

Successivamente alla L.42/99, la L. Lorenzin, in vigore dal 15/02/18, ha ridefinito il quadro delle figure sanitarie riconoscendone alcune nuove all’art 7 (esempio osteopata e chiropratico) e, prima ancora, con l’art 4 l’attenzione è stata posta sulla nascita degli Ordini delle professioni sanitarie. Sono infatti stati definiti i relativi organi degli Ordini stessi: presidente, consiglio direttivo, commissione di albo e collegio dei revisori, ciascuno dei quali ha compiti ben delineati.

Nella Legge n. 3/18 la figura professionale del MCB NON è stata minimamente intaccata, né tantomeno abrogata: il riordino nella L. Lorenzin riguarda infatti le professioni sanitarie, di cui il MCB non fa parte. Pertanto il MCB non ha un ordine allo stato attuale e, conseguentemente, non esiste un albo cui il MCB deve iscriversi (ovviamente qualora un MCB sia in possesso di ulteriori titoli abilitativi per le professioni sanitarie – ad esempio un MCB che sia diventato anche infermiere- dovrà richiedere l’iscrizione all’Ordine relativo alla categoria infermieristica).

Deve essere quindi chiaro che non vi è alcun obbligo per il MCB avente solo il titolo di massaggiatore di iscriversi all’albo, anche perché tale albo non esiste così come non esiste il relativo Ordine.

Gli elenchi speciali di cui parla il c. 2837septies dell’art 1 della L. di Bilancio non sono da confondersi con gli albi tenuti dagli Ordini. Così come già avviene per altre categorie di professionisti (quali avvocati, architetti, ecc..) l’albo professionale ha la funzione di permettere agli utenti di verificare se effettivamente un professionista è regolarmente iscritto all’ordine e quindi abilitato ad esercitare una professione: infatti possono essere iscritti all’albo solo quei professionisti che abbiano determinati requisiti di capacità, in possesso di regolare abilitazione.

Lo Stato demanda pertanto agli Ordini di vigilare sull’effettività dei requisiti minimi delle persone intenzionate ad ottenere l’iscrizione all’albo di categoria. Nel contempo gli Ordini tutelano le figure professionali in quanto hanno il potere di intervenire con sanzioni disciplinari nel caso in cui vengano commesse violazioni al Codice Deontologico adottato da ciascun Ordine.

Gli elenchi speciali hanno, invece, una funzione ulteriore e diversa ossia quella di permettere a tutte quelle persone, che negli anni passati non hanno chiesto l’equipollenza dei titoli acquisiti secondo le Leggi allora vigenti, di poter rimanere nel mondo del lavoro. Così, ad esempio, i terapisti ante ’99, che non abbiano ottenuto una laurea in fisioterapia ma solo l’abilitazione regionale, alla luce della Riforma Lorenzin, pur avendo seguito un percorso di studi, sarebbero stati impossibilitati nel proseguire con la loro attività lavorativa in difetto di una tempestiva richiesta di equipollenza.

Tali soggetti purché riescano a dimostrare di aver svolto attività professionale in regime dipendente o autonomo per un periodo minimo di anni 3, anche non continuativi, nell’arco degli ultimi dieci anni saranno in grado di sanare la mancanza della richiesta di equipollenza iscrivendosi entro il 31/12/19 negli elenchi speciali ad esaurimento, istituiti presso gli Ordini dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione.

“Quindi gli MCB possono ( almeno per ora) dormire sonni tranquilli?”

“Mi sento proprio di rispondere positivamente a questa domanda in quanto smontare una leggedello Stato, per quanto vecchia sia, non è cosa da poco, considerando che il R.D. 1334/28, oltre a elencare nelle arti ausiliarie, gli MCB, ha ,al suo interno, anche la figura dell’ odontotecnico, dell’ ottico e della puericultrice, quindi toccare una legge come questa – prosegue dal Dott.ssa Betteghella – vorrebbe dire mettere in discussione almeno 350.000 professionisti, il che non è il massimo della vita, per un governo.”

Or.Ma.

2019: l’anno che verrà…..

Ed eccoci arrivati al fatidico 29 dicembre, una data che per certi versi potrebbe definirsi storica, se non per il fatto che essendo bravi italiani, finita la bufera tutto andrà nel dimenticatoio e rivolti con il naso all’ insù ammireremo l’arcobaleno.

Oltre la data anche un numero potrebbe restare negli annali, il famoso 1.6003, che detto così non sembra avere un significato particolare, ma se preso nel dovuto modo, fa tornare quel clima gelido della bufera che si sta vivendo.

Tra oggi e domani, il maxi emendamento verrà votato alla Camera dei Deputati e con tutta probabilità, (visto che è stata chiesta la fiducia) verrà approvato.

Personalmente faccio fatica a concepire questo bailamme che ancora una volta,  alcune associazioni di fisioterapisti stanno creando, ma secondo loro , detentori della verità assoluta, più che giustificato. Dall’altra parte un’ altra associazione che al contrario, plaude alla manovra nel segno della chiarezza e della trasparenza dell’ ordinamento della fisioterapia. Trovo imbarazzante la posizione dei due protagonisti, perchè figli di uno stesso percorso, si trovano diametralmente opposti su cosa fare.

Certo, se io dovessi parteggiare su una o sull’ altra, sarei molto in difficoltà, ma alla fine, dando seguito anche alle mie dichiarazioni fatte in passato, mi piacerebbe pensare che ognuno possa avere una sua collocazione definitiva, compresi quindi i 18,000 operatori oggi nel limbo.

Ma fortunatamente questa cosa non mi compete ed allora, seduto comodamente in poltrona aspetto gli eventi per poi approntare eventuali mosse.

Ma la cosa più tragicomica è il fatto che si sta parlando di aria fritta. Innanzitutto chiamare abusivi coloro che da più di vent’ anni pratica una professione, dopo che era stata effettuato un percorso di studi lo trovo semplicemente  vergognoso e fuori da ogni logica. Qui, e mi rivolgo agli “illuminati”, stiamo parlando di persone che fecero un percorso ancor prima che voi nasceste… e poi per cosa? per delle competenze che ( è vero) si sovrappongono ma che non necessariamente devo no andare in conflitto.

Ancora una volta, si sta facendo la guerra dei poveri, una guerra che non si sa a cosa e dove porterà, ma sicuramente si vuole  negare il lavoro a 18,000 professionisti. E non diciamo che sono abusivi, perchè volendo di abusivismo anche la categoria dei fisio ne fa, e parecchia, sfociando delle tecniche e nelle pratiche che non li competerebbero, o di cui non hanno una competenza specifica acquisita.

Ovviamente non faccio di tutt’ erba un fascio, conosciamo tutti bravi e preparati professionisti laureati in fisioterapia che lavorano e che spesso fanno squadra con le altre figure professionali, e sinceramente, non hanno tempo e voglia di polemizzare con queste nefandezze, si ripeto nefandezze!!!

Poi ci sono quelli che soffrono della sindrome dell’agenda bianca, e che spesso imputano la causa del  loro status agli altri, e guarda caso sono nella Associazione più “guerrigliera” della categoria, quella più conservatrice ed integralista. Ecco questi sono i soggetti che hanno paura di altre categorie, ma attenzione, questi saranno i soggetti che una volta chiusa questa storia, cominceranno a prendersela con i colleghi stessi, perchè non avranno più nessuno con cui prendersela, ed allora ecco che assisteremo alla azione cannibalistica della categoria.

Intanto mi sovviene anche questa riflessione che voglio rivolgere ai colleghi massofisioterapisti: ma perchè, invece di voler entrare a tutti i costi in questo mega super albo, pagando ogni anno la tassa di iscrizione e che in realtà non vi porta a  nulla di nuovo – o quasi –  alla vostra professione, non vi fate un percorso di integrazione formativa e rientrate nelle arti ausiliarie? In fin dei conti ,se ci pensaste bene, godreste di tutte le peculiarità che questa vecchia figura mai andata in pensione, vi può offrire, oltre che nuovi sbocchi lavorativi…. e sicuramente parlereste la nostra stessa lingua!!!

Per fortuna queste considerazioni le facciamo da esterni ( al momento) perchè ahimè, la fame di guerra e di conquista non si calmerà ed allora torneremo ad essere al centro delle loro attenzioni,  ed è proprio qui che dovremo essere uniti per far sentire la nostra voce, ed è proprio per questo che, seduto sul mio divano, come nel gioco del Risiko, comincio a mettere le pedine al proprio posto.

Intanto godiamoci questo scorcio di fine 2018, attendendo … l’ anno che verrà.

 

Mt. Stefano Loscialpo

Buon Natale a tutti gli MCB d’ Italia

Il Natale si avvicina e per una volta lasciamoci alle spalle il lavoro, le polemiche, i progetti futuri, i rimpianti, ma non dimentichiamoci di chi ci ha fatto compagnia per l’ intero anno, e per i quali abbiamo deciso di dedicare la nostra professione.

Buon Natale quindi lo vorrei fare proprio a noi tutti, a noi professionisti del massaggio terapeutico, a noi che dedichiamo il nostro tempo per dare risposte concrete ai nostri pazienti…

Buon Natale alle nostre famiglie, che spesso sopportano i nostri ritardi, le nostre trasferte, i nostri dubbi e le nostre perplessità su terapie che non danno una risposta immediata…

Buon Natale ai colleghi, a tutti i sanitari, di qualsiasi categoria appartengano, che giornalmente impegnano il loro tempo nella professione che spesso, e non solamente per falsi moralismi, diventa una missione….

Buon Natale ai più deboli, agli emarginati, ai bambini ed agli anziani, a chi non ha niente, a quelli che vorrebbero ma non possono, a quei pazienti che vedendoci ci dicono che “… appena posso vengo” facendoti capire che non è una questione di tempo ma di ..altro…

Che dire altro…. BUON NATALE a voi ed alle vostre Famiglie

Mt. Stefano Loscialpo